Il grande bruciachiese Asser Toropainen si preparava al trapasso. Era la settimana di Pasqua, la vigilia del Venerdì santo.
Asser aveva da poco compiuto gli ottantanove anni, e aveva l'aria di uno che ai novanta non ci sarebbe arrivato. Non c'è niente da fare, la morte finisce per abbattere anche i tronchi più solidi.
Il vecchio giaceva nella grande sala centrale della sua fattoria di legno ingrigito, nella frazione di Kalmonmaki, in mezzo alle foreste del Sud del Kainuu. Una vecchia pendola ticchettava nella cassa di betulla temprata, scandendo gli ultimi istanti del suo proprietario. Le donne di casa, due sorelle attempate e una nipote, si aggiravano ormai solo senza scarpe e in punta di piedi. La settimana prima era venuto il medico del dispensario di Sotkamo per misurargli la pressione. L'apparecchio era esploso. Era stato visto come un brutto segno.
Arto Paasilinna
L'allegra apocalisse
Maailman paras kyla
(Trad. Nicola Rainò)
Asser aveva da poco compiuto gli ottantanove anni, e aveva l'aria di uno che ai novanta non ci sarebbe arrivato. Non c'è niente da fare, la morte finisce per abbattere anche i tronchi più solidi.
Il vecchio giaceva nella grande sala centrale della sua fattoria di legno ingrigito, nella frazione di Kalmonmaki, in mezzo alle foreste del Sud del Kainuu. Una vecchia pendola ticchettava nella cassa di betulla temprata, scandendo gli ultimi istanti del suo proprietario. Le donne di casa, due sorelle attempate e una nipote, si aggiravano ormai solo senza scarpe e in punta di piedi. La settimana prima era venuto il medico del dispensario di Sotkamo per misurargli la pressione. L'apparecchio era esploso. Era stato visto come un brutto segno.
Arto Paasilinna
L'allegra apocalisse
Maailman paras kyla
(Trad. Nicola Rainò)
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