mercoledì 31 dicembre 2008
Salinas (2)
Io non posso darti di più
Non sono più di quello che sono.
Ah come vorrei essere
sabbia, sole in estate!
Che ti sdraiassi
rilassata a rilassarti.
Che mi lasciassi
il tuo corpo quando te ne vai, orma,
tenera, tiepida, indimenticabile.
E che con te se ne andasse
su di te, il mio bacio lento:
colore,
dalla testa ai piedi
bruno.
Ah come vorrei essere
vetro, o stoffa o legno
che conserva il suo colore
qui, il suo profumo qui,
e nacque a tremila chilometri!
Essere
la materia che ti piace,
che tocchi tutti i giorni
e che vedi già senza guardare
vicino a te, le cose
collana, boccetta, seta antica
di cui, quando senti la mancanza
chiedi: "Ah! Dov'è?"
Ah come vorrei essere
un'allegria fra tutte,
una sola, l'allegria
di cui ti rallegri tu!
Un amore, un amore solo:
l'amore di cui tu ti innamoreresti.
Però non sono più di quello che sono.
Pedro Salinas
martedì 30 dicembre 2008
Erich Fried (3)
Ich liebe dich
doch liebe dich wohin?
Etwas in mir
verdreht sich
weil es gerade
so wie es ist ist
(gerade
weil es so ist)
Ich bin außer mir
wenn ich in mich gehe
und außer dir
vielleicht auch
Was
gehört da
wohin?
Und wohin geht das?
Ich habe
mir
ein Möbiusherz
gefaßt
das sich
in ausweglose
Streifen
schneidet
Topologia
Ti amo
ma dove mai ti amo?
Qualcosa in me
si torce
perché è proprio
così com'è
(proprio
perché è così)
sono fuori di me
quando mi calo in me
e fuori di te
forse anche
E allora
dov'è
il dove?
E dove va?
Mi sono
fatto cuore
con un cuore di Möbius
che
si sfrangia
in tante strisce
senza vie d'uscita
Erich Fried
E' quel che è
Poesie d'amore di paura di collera
lunedì 29 dicembre 2008
Salinas
ti cerco.
Non nel tuo nome, se lo dicono,
non nella tua immagine, se la dipingono.
Al di là, più in là, più oltre.
Al di là di te ti cerco
Non nel tuo specchio e nella tua scrittura,
nella tua anima nemmeno.
Di là, più oltre.
Al di là, ancora, più oltre
di me ti cerco. Non sei
ciò che io sento di te.
Non sei
ciò che mi sta palpitando
con sangue mio nelle vene,
e non è me.
Al di là, più oltre ti cerco.
E per trovarti, cessare
di vivere in te, e in me,
e negli altri.
Vivere ormai di là da tutto,
sull'altra sponda di tutto
- per trovarti -
come fosse morire.
Pedro Salinas
domenica 28 dicembre 2008
Olav H. Hauge
Non navighiamo sullo stesso mare
Non navighiamo sullo stesso mare,
eppure così sembra.
Grossi tronchi e ferro in coperta,
sabbia e cemento nella stiva,
io resto nel profondo, io avanzo con lentezza,
a fatica nella tempesta,
urlo nella nebbia.
Tu veleggi in una barca di carta,
e il sogno sospinge l’azzurra vela,
così dolce è il vento, così delicata l’onda.
sabato 27 dicembre 2008
Cummings (16)
le mie dita, che
toccarono te
e il tuo caldo e il frale
tuo poco
– vedi? non sembrano le mie
dita. Le mani i polsi miei
che strinsero cautamente il fioco silenzio
di te (del corpo del
sorriso degli occhi delle mani dei piedi tuoi)
sono diversi
da quello che erano. Le mie braccia
in cui tutto di te si ripiegò
quietamente, come una
foglia o qualche fiore
appena fatto dalla Primavera
Stessa, non sono le mie
braccia. Non riconosco
come me stesso questo che trovo davanti
a me in uno specchio. Non
credo
di avere mai visto queste cose;
qualcuno che tu ami
e che è più magro
più alto di
me è entrato e divenuto le
labbra che uso per parlare,
una nuova persona vive e
gesticola con il mio
o sei forse tu che
con la mia voce
stai
giocando.
Edward Estlin Cummings
venerdì 26 dicembre 2008
The Tempest
As dream are made on,
And our little life
Is rounded with a sleep
Siamo fatti della stessa materia
Con la quale son fatti i sogni,
E la nostra piccola vita
E' avvolta nel sonno
William Shakespeare
The Tempest
Act IV Scene 1
mercoledì 24 dicembre 2008
Hikmet (10)
È l'alba. S'illumina il mondo
come l'acqua che lascia cadere sul fondo
le sue impurità. E sei tu, all'improvviso
tu, mio amore, nel chiarore infinito
di fronte a me.
Giorno d'inverno, senza macchia, trasparente
come vetro. Addentare la polpa candida e sana
d'un frutto. Amarti, mia rosa, somiglia
all'aspirare l'aria in un bosco di pini.
Chi sa, forse non ci ameremmo tanto
se le nostre anime non si vedessero da lontano
non saremmo così vicini, chi sa,
se la sorte non ci avesse divisi.
È così, mio usignolo, tra te e me
c'è solo una differenza di grado:
tu hai le ali e non puoi volare
io ho le mani e non posso pensare.
Finito, dirà un giorno madre Natura
finito di ridere e piangere
e sarà ancora la vita immensa
che non vede non parla non pensa.
Nazim Hikmet
Istanbul, 1933
martedì 23 dicembre 2008
Baudelaire (5)
Quand, les deux yeux fermés, en un soir chaud d'automne,
Je respire l'odeur de ton sein chaleureux,
Je vois se dérouler des rivages heureux
Qu'éblouissent les feux d'un soleil monotone;
Une île paresseuse où la nature donne
Des arbres singuliers et des fruits savoureux;
Des hommes dont le corps est mince et vigoureux,
Et des femmes dont l'oeil par sa franchise étonne.
Guidé par ton odeur vers de charmants climats,
Je vois un port rempli de voiles et de mâts
Encor tout fatigués par la vague marine,
Pendant que le parfum des verts tamariniers,
Qui circule dans l'air et m'enfle la narine,
Se mêle dans mon âme au chant des mariniers.
Exotic parfum
When with closed eyes in autumn's eves of gold
I breathe the burning odours of your breast,
Before my eyes the hills of happy rest
Bathed in the sun's monotonous fires, unfold.
Islands of Lethe where exotic boughs
Bend with their burden of strange fruit bowed down,
Where men are upright, maids have never grown
Unkind, but bear a light upon their brows.
Led by that perfume to these lands of ease,
I see a port where many ships have flown
With sails outwearied of the wandering seas;
While the faint odours from green tamarisks blown,
Float to my soul and in my senses throng,
And mingle vaguely with the sailor's song.
Profumo esotico
Quando, a occhi chiusi, una calda sera d'autunno,
Respiro il profumo del tuo seno ardente
Vedo scorrere rive felici
Che abbagliano i fuochi di un sole monotono;
Una pigra isola in cui la natura esprime
Alberi bizzarri e frutti saporosi;
Uomini dal corpo snello e vigoroso,
E donne che meravigliano per la franchezza degli occhi.
Guidato dal tuo profumo verso climi che incantano,
Vedo un porto pieno d'alberi e di vele
Ancora affaticati dall'onda marina,
Mentre il profumo dei verdi tamarindi,
Che circola nell'aria e mi gonfia le narici,
Si mescola nella mia anima al canto dei marinai.
Charles Baudelaire
Les fleurs du Mal
(Spleen et ideal)
1857
lunedì 22 dicembre 2008
Edith Södergran
Io ho energie. Non temo nulla.
Luce è il cielo per me.
Se rovina il mondo-
io non rovino.
I miei orizzonti stanno luminosi
sopra la notte tempestosa della terra.
Uscite dal campo di luce misterioso!
Inflessibile, la mia forza aspetta.
Edith Södergran
domenica 21 dicembre 2008
Klimt (3)

Gustav Klimt
Adam and Eva (unfinished)
1917-1918
Oil on canvas
The Österreichische Galerie Belvedere, Vienna, Austria.
venerdì 19 dicembre 2008
Karin Boye
How can I tell, if your voice is lovely.
I just know this, that it penetrates me
so deep it makes me tremble like a leaf
and rips me into shreds and detonates me.
What do I know about your skin, your limbs.
Just that it jolts me they belong to you,
so that for me there is no sleep and peace
till they are mine too.
Come posso dire
Come posso dire se la tua voce è bella
So soltanto che mi penetra
E mi fa tremare come una foglia
E mi lacera e mi dirompe.
Cosa so della tua pelle e delle tue membra.
Mi scuote soltanto che sono tue,
così che per me non c’è sonno né riposo,
finchè non saranno mie.
Karin Boye
from The Seven Deadly Sinsand Other Posthumous Poems
1941
giovedì 18 dicembre 2008
Marc Chagall (5)

Marc Chagall
The Promenade (La promenade)
1917-18.
Oil on canvas
State Russian Museum, St.Petersburg, Russia
mercoledì 17 dicembre 2008
martedì 16 dicembre 2008
Cummings (15)
your homecoming will be my homecoming-
my selves go with you,only i remain;
a shadow phantom effigy or seeming
(an almost someone always who's noone)
a noone who,till their and your returning,
spends the forever of his loneliness
dreaming their eyes have opened to your morning
feeling their stars have risen through your skies:
so,in how merciful love's own name,linger
no more than selfless i can quite endure
the absence of that moment when a stranger
takes in his arms my very lifes who's you
-when all fears hopes beliefs doubts disappear.
Everywhere and joy's perfect wholeness we're
il tuo ritorno sarà il mio ritorno-
i me stesso ti seguono, io solo resto;
un'effige d'ombra o che pare
(un quasi qualcuno che è sempre nessuno)
un nessuno che, fino al loro e tuo ritorno,
passa perenne la sua solitudine
a sognare i loro sguardi aprirsi al tuo mattino
a sentire le stelle levarsi nei tuoi cieli:
quindi, nel nome misericordioso dell'amore,
non tardare più di quanto io privo di me
sopporti l'assenza dell'attimo in cui un altro
stringa fra le braccia la mia stessa vita che è tua
-quando paure,speranze credi dubbi spariranno.
Ovunque e nella gioia perfetta integrità siamo
Edward Estlin Cummings
[73 Poems]
lunedì 15 dicembre 2008
domenica 14 dicembre 2008
Murakami (4)
Haruki Murakami
L'uccello che girava le viti del mondo
(Neji makidori kuronikuru)
venerdì 12 dicembre 2008
giovedì 11 dicembre 2008
Fujiwara no Teika
63
Ora soltanto
rinuncerò a pensarti
soltanto questo
se potessi vederti
dirti vorrei soltanto.
Fujiwara no Teika
mercoledì 10 dicembre 2008
Giovanni Raboni
che nel tuo ventre cerco la mia gioia
è perché, amore, so che piú di tanto
non avrà tempo il tempo
di scorrere equamente per noi due
e che solo in un sogno o dalla corsa
del tempo buttandomi giú prima
posso fare che un giorno tu non voglia
da un altro amore credere l’amore.
Giovanni Raboni
Canzonnette mortali
martedì 9 dicembre 2008
sabato 6 dicembre 2008
Fitzcarraldo
My Best Fiend: Klaus Kinski
1999
This scene was originally filmed with Mick Jagger and Jason Robards, Kinski had to redo the film parts, after Robards had to leave the set due to illness.
In the documentary "My Best Friend: Klaus Kinski", Hergoz shows the two scenes. Klaus Kinski playing is amazing.
venerdì 5 dicembre 2008
Pavese (5)
To C. from C.
You,
dappled smile
on frozen snows -
wind of March,
ballet of boughs
sprung on the snow,
moaning and glowing
your little"ohs" -
white-limbed doe,
gracious,
would I could know
yet
the gliding grace
off all your days,
the foam-like lace
of all your ways -
to-morrow is frozen
down in the plain -
you dappled smile
you glowing laughter.
Tu,
screziato sorriso
su nevi gelate
vento di Marzo
balletto di rami
spuntati sulla neve
gemendo e ardendo
I tuoi piccoli "Oh"
daina dalle membra bianche,
graziosa,
potessi io sapere
ancora
la grazia volteggiante
di tutti i tuoi giorni
la trina di spume
di tutte le tue vie -
domani è gelato
giù nella pianura -
tu sorriso screziato
tu risata ardente.
(originale inglese trad. Italo Calvino)
1950
giovedì 4 dicembre 2008
mercoledì 3 dicembre 2008
Dickinson (6)
Ascoltarla è una musica -
Conoscerla un eccesso
Come giugno innocente -
Non conoscerla - è affliggersi -
Averla per amica
Un calore vicino, come il sole
Ti sfolgorasse in mano -
Emily Dickinson
lunedì 1 dicembre 2008
Erich Fried (2)
It is madness
says reason
It is what it is
says love
It is unhappiness
says caution
It is nothing but pain
says fear
It has no future
says insight
It is what it is
says love
It is ridiculous
says pride
It is foolish
says caution
It is impossible
says experience
It is what it is
says love.
È assurdo
dice la ragione.
È quel che è
dice l'amore.
È infelicità
dice il calcolo.
Non è altro che dolore
dice la paura.
È vano
dice il giudizio.
È quel che è
dice l'amore.
È ridicolo
dice l'orgoglio.
È avventato
dice la prudenza.
È impossibile
dice l'esperienza.
È quel che è
dice l'amore.
Erich Fried








