martedì 9 dicembre 2014

domenica 1 giugno 2014

Piero della Francesca (3)


Sigismondo Pandolfo Malatesta. È l'unico uomo che la Chiesa di Roma garantiva allora essere sicuramente all'inferno assieme a Giuda.
In un concistorio voluto da Pio II le accuse erano le seguenti:
Crapulone, efferato, assassino, fraudolento, ladro, bugiardo, spergiuro, avaro, ingorgo, superbo, presuntuoso, ambizioso, bestemmiatore, eretico, infedele, disprezzatore dell'autorità ecclesiastica, impudente, sbefeggiatore dei religiosi, tiranno.
 
Fu condannato in contumacia.




Portrait of Sigismondo Pandolfo Malatesta
1451-1460
Mixed technique on panel
Louvre, Paris

mercoledì 25 settembre 2013

Hunter in the snow details











 










 
 
Pieter Bruegel the Elder
Hunters in the Snow, details
1565
Oil on canvas

mercoledì 3 luglio 2013

martedì 9 aprile 2013

Paul Auster (4)

For almost a year now, he has been taking photographs of abandoned things. There are at least two jobs every day, sometimes as many as six or seven, and each time he and his cohorts enter another house, they are confronted by the things, the innumerable cast-off things left behind by the departed family. The absent people have all fled in haste, in shame, in confusion, and it is certain that wherever they are living now (if they have found a place to live and are not camped out in the streets) their new dwellings are smaller than the houses they have lost.

Da quasi un anno fotografa le cose abbandonate. Ogni giorno ci sono almeno due lavori, a volte anche sei o sette, e ogni volta che lui e i suoi colleghi entrano in una casa si trovano di fronte le cose, le innumerevoli cose smesse e lasciate indietro dalle famiglie che sono andate via. Tutti gli assenti sono fuggiti di fretta, nella vergogna, nella confusione, e non c'è dubbio che, ovunque vivano ora (se hanno trovato un posto dove vivere e non sono accampati per strada) le loro nuove abitazioni sono più piccole di quelle che hanno lasciato.

Sunset Park
2010
Trad. Massimo Bocchiola

lunedì 18 marzo 2013

Niemhöller

Prima vennero per i comunisti e io non dissi nulla perché non ero comunista
Poi vennero per i socialdemocratici e io non dissi nulla perché non ero socialdemocratico
Poi vennero per i sindacalisti e io non dissi nulla perché non ero sindacalista
Poi vennero per gli ebrei e io non dissi nulla perché non ero ebreo
Poi vennero a prendere me 

E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa
 

Friedrich Gustav Emil Martin Niemhöller 
1892–1984

giovedì 6 settembre 2012

Martin Amis

Le città di notte contengono uomini che piangono nel sonno, poi dicono Niente. Non è niente. Solo un sogno triste. O qualcosa del genere… Passa rasente la nave del pianto, con i radar delle lacrime e le sonde dei singhiozzi, e li scoprirai. Le donne – e possono essere amanti, muse macilente, pingui nutrici, ossessioni, divoratrici, ex, nemesi – si svegliano, si girano verso questi uomini e domandano, con femminile bisogno di sapere: – Che cosa c’è?  

E gli uomini dicono:- Niente. No, non è niente davvero. Solo un sogno triste.  

Solo un sogno triste. Ma certo. Solo un sogno triste. O qualcosa del genere. 

Richard Tull stava piangendo nel sonno. La donna di fianco a lui, sua moglie Gina, si svegliò e si girò. Gli strisciò accanto e gli posò le mani sulle spalle bianche e contratte. Sapeva sbattere le palpebre e corrugare la fronte e bisbigliare da vera professionista: come la persona addestrata a prestare le prime cure in piscina; come la figura che si fa avanti sull’asfalto imbrattato di sangue, deambulante Cristo della respirazione bocca a bocca. Gina era una donna. Conosceva le lacrime molto meglio di lui. Non conosceva né gli juvenilia di Swift, né i senilia di Wordsworth, né i diversi destini di Cressida nelle mani di Boccaccio, di Chaucer, di Robert Henryson, di Shakespeare. Non conosceva Proust. Ma conosceva le lacrime. Gina era la regina delle lacrime. 

-Che cosa c’è?- disse.  

Richard si portò un braccio piegato alla fronte. Tirò su con il naso in maniera complicata, orchestrale. E quando sospirò, nei suoi polmoni si sentì un lontano volo di gabbiani. 

-Niente. Non è niente. Solo un sogno triste. 

O qualcosa del genere. 

Dopo un pò anche Gina sospirò e si girò dall’altra parte, scostandosi da lui.  Di notte il letto sapeva di asciugamani sporchi, l’odore del matrimonio.

L'informazione
The Information
1995



mercoledì 7 marzo 2012

Lev Tolstoj

Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo.
Tutto era sossopra in casa degli Oblònskije. La moglie era venuta a sapere che il marito aveva avuto un legame con una governante francese ch'era stata in casa loro, e aveva dichiarato al marito che non poteva vivere con lui nella stessa casa. Questa situazione durava già da tre giorni ed era sentita tormentosamente e dagli stessi coniugi, e da tutti i membri della famiglia, e dai familiari. Tutti i membri della famiglia e i familiari sentivano che la loro coabitazione non aveva senso e che le persone incontratesi per caso in una locanda erano più unite fra loro che non essi, membri della famiglia e familiari degli Oblònskije. La moglie non usciva dalle sue stanze; il marito non era in casa da tre giorni; i bimbi correvano per tutta la casa come sperduti; la signorina inglese s'era bisticciata con la dispensiera e aveva scritto un biglietto a una amica, chiedendole di cercarle un nuovo posto; il cuoco se n'era andato via già il giorno prima durante il pranzo; la cuoca della servitù e il cocchiere s'erano licenziati.

Anna Karenina
1887


domenica 4 marzo 2012

Barnett Newman


Barnett Newman
Canto VIII from 18 Cantos
1963
MoMA, New York

I should say that it was the margins made in printing a lithographic stone that magnetized the challenge for me from the very beginning. No matter what one does, no matter how completely one works the stone (and I have always worked the stone, as soon as it is printed) makes an imprint that is surrounded by inevitable white margins. I would create a totality only to find it change after it was printed-into another totality...There is always the intrusion of the paper frame. To crop the extruding paper or to cover it with a mat or to eliminate all of the margins by "bleeding" is an evasion of this fact. It is like cropping to make a painting. It is success by mutilation...The struggle to overcome this intrusion-to give the imprint its necessary scale so that it could have its fullest expression, so that it would not be crushed by the paper margin and still have a margin- that was the challenge for me. That is why each canto has its own personal margins...These eighteen cantos are then single, individual expressions, each with its unique difference.

Preface to 18 Cantos,
1964

Willem de Kooning (3)


Willem de Kooning
Rider (Untitled VII)
1985
Oil on canvas
MoMA, New York